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Giovedì 20 agosto MandoLove è arrivato in Piazza Plebiscito, a Castel di Sangro: mandolino elettrico, batteria, basso, chitarra e pianoforte, ingresso libero e la piazza principale usata come sala da concerto. Il manifesto della serata indicava le 21:30, il programma comunale di Muovi l’Estate le 22:00.
Dietro il titolo c’è Francesco Mammola, mandolinista originario di Pescocostanzo, docente al Conservatorio “Casella” dell’Aquila e direttore artistico dell’Accademia Musicale dell’Alto Sangro, che ha sede proprio a Castel di Sangro. MandoLove è il suo progetto più ruvido, quello in cui lo strumento finisce attaccato a un amplificatore e messo in mezzo a una band rock, con un sottotitolo stampato sul manifesto che dice già molto: il mandolino 3.0.
MandoLove, il mandolino tolto dalla cartolina
In Italia il mandolino si porta addosso una fama pesante. Presentando le prime date dello spettacolo, Mammola lo ha detto senza giri di parole: «Il mandolino è sempre stato accompagnato da una cattiva immagine, quella di una bassa italianità», con la conseguenza di restare associato alla sola canzone napoletana, mentre la sua storia lo racconta anche come strumento propedeutico allo studio del violino, con un repertorio colto che passa per Vivaldi, Raffaele Calace e Carlo Munier.
Da qui nasce l’idea di MandoLove, che prende quel repertorio e lo fa convivere con il rock, la musica leggera italiana e qualche incursione nella disco. Nella tappa di Sulmona del 21 giugno, per la Festa della Musica, la scaletta è passata da “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss ai brani di De André, Battiato, PFM, Battisti, Leali e Albano, per un’ora e mezza di concerto davanti a una piazza XX Settembre affollata.
Chi c’era sul palco in Piazza Plebiscito
Accanto a Mammola hanno suonato Alessio Bonucci alla batteria, Alessandro Letteri alla chitarra, Antonio Di Giannantonio al basso e Francesca Gesualdo al pianoforte. Quest’ultimo nome dice qualcosa a parecchie famiglie della zona, perché Gesualdo coordina insieme a Mammola i corsi musicali dell’Istituto Omnicomprensivo Patini-Liberatore-De Panfilis, quello della stessa orchestra e coro che nel 2026 hanno conquistato il secondo premio ex aequo per le scuole superiori al concorso nazionale Giovani in Crescendo.
Sul palco della piazza, insomma, c’erano anche due delle persone che durante l’anno insegnano musica ai ragazzi del posto, e in un centro di seimila abitanti questa continuità tra la scuola e il concerto estivo si nota.
Da Pescocostanzo a Tokyo, e ritorno
La biografia di Mammola aiuta a capire perché una serata del genere finisca in una piazza dell’Alto Sangro. Classe 1989, laureato con lode al Conservatorio dell’Aquila, ha vinto il Premio Nazionale delle Arti “Claudio Abbado”, ha ricevuto la medaglia di bronzo del Senato della Repubblica e nel febbraio 2018 il sito tedesco Mandoisland lo ha inserito tra i migliori mandolinisti classici al mondo. Nel maggio 2022 ha suonato al Quirinale davanti al Presidente Mattarella, dal dicembre 2021 insegna mandolino tradizionale al Casella, e lo scorso aprile ha portato il suo strumento in Giappone, con date sold out a Tokyo e una masterclass alla Machida City Hall.
In quel programma giapponese, accanto a Vivaldi e ai classici della letteratura mandolinistica, compariva anche un brano suo intitolato “Pescocostanzo”, dedicato al paese in cui è cresciuto e ai mandolinisti che gli hanno passato lo strumento. Una carriera che tocca più di quaranta Paesi non gli ha fatto cambiare residenza: Mammola ha scelto di restare qui, in un’area interna che di solito i suoi talenti li perde. La sua storia è al centro del documentario “Energie in movimento. Le note della Terra” di Beatrice Corti, sul valore della cultura nei luoghi ai margini.
L’Accademia che ha portato il Conservatorio in paese
C’è un motivo in più per cui questa serata riguarda Castel di Sangro da vicino. Nel 2018 l’Accademia Musicale dell’Alto Sangro è nata proprio qui, su proposta di Mammola e con il sostegno dell’amministrazione comunale, grazie a una convenzione con il Conservatorio “Casella” dell’Aquila che ha permesso di attivare in città tutti e tre i livelli del ciclo pre-accademico. Per le famiglie dell’entroterra ha voluto dire smettere di macinare chilometri fino al capoluogo per una lezione di strumento.
Il concerto di agosto e i corsi che vanno avanti da settembre a giugno appartengono allo stesso percorso, cominciato in una zona dove studiare musica sul serio significava quasi sempre andarsene.
Il calendario di fine agosto
Muovi l’Estate va avanti fino al 31. Il 21 e il 22 agosto il centro storico ospita la XIV Mostra Antiche Arti e Mestieri con artigiani, street food e musica di strada dalle 18:00, il 25 tocca allo spettacolo di danza del Centro Danza Attitude, il 26 salgono in Piazza Plebiscito i Floyd Opera Tribute Band. Il 27 la festa di San Rufo si chiude con il concerto dei Matia Bazar alle 22:00, poi il 28 e il 29 arriva il Beer Festival alla curva dello stadio Patini. Trovi tutto giorno per giorno nel programma degli eventi di agosto 2026 a Castel di Sangro.
Per il mandolino, invece, conviene segnarsi l’estate prossima: l’appuntamento al tramonto sul lago di Alfedena, con Mammola e il chitarrista Alfonso Brandi, torna ogni anno ai primi di agosto ed è una di quelle serate che si riempiono da sole, come racconta il programma di Estate Alfedena. Se ti sei perso MandoLove in piazza, quella resta la seconda occasione.
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