A pochi minuti da Castel di Sangro, arroccato su uno sperone di roccia lungo la strada per Roccaraso, c’è un borgo che sembra fermo nel tempo. Roccacinquemiglia è una piccola frazione di poche centinaia di abitanti, ma con una storia lunga più di mille anni scritta nelle sue pietre. Vale una deviazione, soprattutto per chi ama i luoghi silenziosi e veri.
Un borgo nato attorno a un’abbazia
Le origini di Roccacinquemiglia si legano a un’abbazia. Nel 703 sorse qui il convento di Santa Maria di Cinquemiglia, costruito su un antico tempio italico dedicato a Ercole e dipendente dal potente monastero di San Vincenzo al Volturno. Attorno a quel centro religioso, tra l’XI secolo e i secoli successivi, si formò il borgo, cinto di mura e stretto attorno al suo castello, con la struttura circolare che ancora oggi si riconosce salendo tra i vicoli.
Le tracce della storia
La storia qui si tocca con mano. In contrada Serra del Monaco restano le mura ciclopiche, resti di una fortificazione sannitica antichissima, mentre del convento benedettino sopravvivono solo pochi ruderi. Il simbolo del paese è la chiesa di San Giovanni, di cui restano il campanile e i muri diroccati: a ridurla così fu la guerra, perché nel 1943 le truppe tedesche in ritirata distrussero gran parte del borgo. Camminare tra queste pietre significa attraversare secoli di progresso e distruzione.
Il Presepe a dimensioni reali
C’è un momento dell’anno in cui Roccacinquemiglia si accende, ed è il Natale. Tra i vicoli del borgo antico l’associazione Pro Rocca allestisce un presepe a dimensioni reali, con oltre sessanta statue disposte lungo un percorso di più di duemila metri quadri, tra luci e musica. Ci sono i personaggi classici della Natività e altri che raccontano la storia locale, ricostruiti dai volontari. Conviene visitarlo di sera, quando l’atmosfera è più suggestiva.
Come arrivarci
Roccacinquemiglia è comodissima: si trova lungo la statale che collega Castel di Sangro a Roccaraso, a circa otto minuti di auto da entrambe. Non ci sono negozi, giusto un bar e una trattoria, ma proprio per questo è un punto d’appoggio tranquillo da cui muoversi verso le piste d’inverno e i sentieri d’estate. Una sosta breve, ma che resta.