I musei di Castel di Sangro: Aufidenate, Pesca a Mosca e War Museum nel Convento della Maddalena

Scorcio del centro storico di Castel di Sangro, la città che ospita i musei del Convento della Maddalena
Scorcio di Castel di Sangro (foto: Wikimedia Commons, licenza libera)

A Castel di Sangro i musei non sono sparsi per la città: sono raccolti quasi tutti in un unico luogo, l’antico Convento della Maddalena, poco fuori dal centro. Sotto le volte del chiostro quattrocentesco convivono tre musei diversi, dall’archeologia sannitica alla pesca a mosca fino alla Seconda guerra mondiale. I musei di Castel di Sangro si visitano così in una sola tappa, ed è una delle più interessanti della città.

Il Convento della Maddalena

Il complesso nasce alla fine del Quattrocento come convento francescano, su un antico ospizio per pellegrini lungo la Via degli Abruzzi, la grande arteria commerciale della regione. Oltrepassato il ponte sul Sangro, alla confluenza con il torrente Zittola, ci si trova davanti il chiostro, cuore dell’edificio e cornice di tutto il percorso. Attorno, oltre alle sale espositive, ci sono un orto botanico e una sala dedicata a mostre ed eventi, ricavata nell’ex chiesa del convento.

Il Museo Civico Aufidenate

È il museo più antico, aperto nel 1898. Il nome nasce da una disputa tra studiosi dell’Ottocento: alcuni identificavano l’antica Castel di Sangro con il municipio romano di Aufidena, e da lì l’antiquarium prese il suo nome. Dentro si attraversano la preistoria e la protostoria al piano terra, poi la sezione italico-romana e quella medievale e moderna. Tra i pezzi più celebri ci sono le epigrafi e le statue romane, una rara urna in piombo e soprattutto il Toro Aufidenate, il bronzo sannitico ritrovato nel 1957 vicino al fiume Zittola, diventato il simbolo del museo.

Il Museo della Pesca a Mosca

Può sembrare curioso trovarlo qui, ma ha tutto il suo senso. Il Sangro è un fiume amatissimo dai pescatori a mosca, e il Museo Internazionale della Pesca a Mosca “Stanislao Kuckiewicz”, inaugurato nel 2000, è considerato unico in Europa. Raccoglie attrezzature, mosche artificiali, fotografie e documenti di questa disciplina, ed è intitolato a un pescatore polacco tra i grandi innovatori del settore. Per chi ama i fiumi è una piccola chicca.

Il War Museum “R. Giampaolo”

La terza anima del complesso racconta una storia più recente e dolorosa. Il War Museum “R. Giampaolo” è dedicato alla Linea Gustav, la linea di difesa tedesca che nell’inverno 1943 tagliò in due l’Italia passando proprio da questi monti. Dopo quello di Ortona, è l’unico museo ufficiale dell’Abruzzo dedicato agli eventi bellici, e aiuta a capire quanto la guerra abbia segnato Castel di Sangro e i borghi intorno.

Come visitarli

Il bello è che i tre musei stanno sotto lo stesso tetto, quindi con una sola visita si passa dai Sanniti alla pesca a mosca alla guerra. Gli orari cambiano con la stagione, perciò conviene verificarli prima sui canali del museo. In città c’è poi un quarto spazio da non perdere, la Pinacoteca Patiniana dentro Palazzo De Petra, con le opere del pittore Teofilo Patini. Un pomeriggio tra questi luoghi vale come un piccolo viaggio nella storia della città.