A una ventina di minuti d’auto da Castel di Sangro, superata Roccaraso, la strada sale ancora e si apre su un altopiano di pascoli. Lì, a quasi 1.400 metri, c’è Pescocostanzo, uno dei borghi più belli d’Italia dal 2007 e uno dei centri storici meglio conservati dell’Abruzzo. Se stai organizzando la vacanza in zona e ti chiedi cosa vedere a Pescocostanzo in una giornata, questa è una delle gite che dalla base di Castel di Sangro vale la deviazione.
Il borgo è dentro il Parco Nazionale della Maiella, nella stessa area dell’Altopiano delle Cinque Miglia che conosci già se hai passato qualche giorno sull’Alto Sangro. Pietra chiara, palazzi gentilizi, botteghe artigiane, e d’estate un fresco che dalla pianura sembra impossibile.
Come arrivare a Pescocostanzo da Castel di Sangro
In auto è la soluzione più comoda: da Castel di Sangro si segue la statale verso Roccaraso e si prosegue in salita fino a Pescocostanzo, un quarto d’ora scarso di curve tra i boschi. Se non sei ancora in zona, qui trovi tutte le indicazioni su come arrivare a Castel di Sangro in auto, treno o autobus. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, sulla linea Sulmona-Isernia della Transiberiana d’Italia, a un paio di chilometri dal paese; ci sono poi autobus di linea che collegano Castel di Sangro a Roccaraso e Pescocostanzo.
Il centro storico: pietra, barocco e vie lastricate
Si gira a piedi, ed è la parte più bella. Le vie lastricate salgono tra case in pietra e palazzi signorili come Palazzo Sabatini, con portali e balconcini scolpiti che raccontano la ricchezza del borgo tra Cinquecento e Seicento. Il monumento simbolo è la Collegiata di Santa Maria del Colle, di origini tardomedievali e poi ampliata: dentro trovi cinque navate, archi a tutto sesto e un soffitto ligneo intagliato che vale da solo la salita.
Poco distante c’è la Chiesa di Gesù e Maria, del 1611, con l’altare maggiore realizzato da Cosimo Fanzago, il grande maestro del barocco napoletano, che a Pescocostanzo firmò anche il chiostro del vicino monastero francescano. Per gli appassionati di cinema d’annata: la scalinata della basilica compare in una scena di “Straziami ma di baci saziami”, il film di Dino Risi del 1968 con Nino Manfredi.
Il borgo dei fili intrecciati
Pescocostanzo è conosciuto come il paese dei fili intrecciati, e il motivo sta in due mestieri antichi. Dopo il terremoto del 1456 arrivarono maestranze lombarde, e da allora le donne del paese tramandano il merletto a tombolo, il pizzo lavorato a mano su un cuscino con decine di fuselli; gli orafi, invece, hanno reso celebre la filigrana, protagonista della Presentosa, la spilla d’oro che è uno dei simboli dell’Abruzzo. Nelle botteghe del centro trovi ancora artigiani al lavoro, accanto alla lavorazione del ferro battuto e del legno intagliato.
Attorno al paese: il Bosco di Sant’Antonio e la neve di Vallefura
A pochi minuti dal centro c’è il Bosco di Sant’Antonio, riserva naturale dal 1985: una faggeta secolare di alberi enormi e contorti, perfetta per una passeggiata all’ombra anche nelle giornate calde. In inverno il quadro cambia, perché Pescocostanzo ha il suo comprensorio a Vallefura, una decina di chilometri di piste ampie e adatte alle famiglie, a due passi da Roccaraso e Rivisondoli. È la stessa neve che porta migliaia di sciatori sull’Alto Sangro ogni stagione.
Una gita in giornata da Castel di Sangro
Mezza giornata basta per il centro storico, una giornata intera se aggiungi il Bosco di Sant’Antonio o una sosta a tavola. Nello stesso giro puoi mettere Rivisondoli e Roccaraso, e per chi ama camminare i sentieri della Maiella partono da qui. A pranzo vale la pena fermarsi in una delle trattorie del paese per gli arrosticini, i formaggi di montagna e la pasta fatta in casa. E chi vuole trasformare la gita in un soggiorno trova nel borgo anche una struttura di charme con spa, il Relais Ducale, unico cinque stelle di Pescocostanzo.
Per il resto del soggiorno dai un’occhiata a cosa fare a Castel di Sangro in estate e scegli dove dormire nel cuore dell’Alto Sangro. Da lì Pescocostanzo è solo una delle porte da aprire.