La Transiberiana d’Italia in autunno: il foliage visto dal finestrino tra Sulmona e Castel di Sangro

Stazione ferroviaria storica di Castel di Sangro sulla linea della Transiberiana d'Italia
Wikimedia Commons (licenza libera)

C’è un modo per vedere cambiare colore all’Alto Sangro senza mettere un piede fuori dal treno, ed è salire sulla Transiberiana d’Italia quando le faggete del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise iniziano a virare dal verde all’ocra. La Ferrovia dei Parchi, il nome ufficiale della storica Sulmona-Isernia, in autunno smette di essere solo un modo per spostarsi e diventa l’esperienza in sé.

Una linea che sale tra le montagne più alte d’Italia in treno

I numeri raccontano già una parte della storia: 128,73 chilometri di binari, 58 gallerie, un tracciato che si arrampica fino alla stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, a 1.268 metri, la terza più alta della rete ferroviaria italiana. Le carrozze sono quelle d’epoca, anni Venti e Trenta, e a gestire i convogli sono la Fondazione FS Italiane insieme all’associazione Le Rotaie, che da anni tengono viva questa linea sospesa tra ferrovia e museo a cielo aperto.

Le fermate che contano per chi parte dall’Alto Sangro

Il treno storico tocca Sulmona, Campo di Giove, Palena, Roccaraso e Rivisondoli-Pescocostanzo prima di scendere verso Castel di Sangro, che nella tratta funge da polo di riferimento per tutta la vallata, complice anche il restyling della stazione avviato da RFI negli ultimi mesi. Da qui la linea prosegue verso Alfedena-Scontrone e infine Isernia. Chi si ferma a Castel di Sangro ha in pratica il centro storico della Civita a portata di passeggiata, oppure può scegliere di proseguire la giornata verso il borgo di Alfedena, con il suo castello medievale, per unire il fascino della ferrovia a quello di un altro angolo dell’Alto Sangro.

Perché l’autunno è la stagione giusta per salire a bordo

La Transiberiana d’Italia vive di stagioni: ci sono i treni di primavera, quelli legati al Natale e, tra ottobre e novembre, le partenze pensate apposta per il foliage. È in questa finestra che il paesaggio dà il meglio di sé: le faggete che rivestono i versanti del Parco Nazionale si accendono di rosso e arancio, gli altopiani si svuotano del traffico estivo e i piccoli borghi lungo la linea si vedono dal finestrino in una luce più bassa e più calda. Il calendario esatto delle corse autunnali cambia di anno in anno, quindi vale la pena controllare le date aggiornate direttamente sul sito ufficiale prima di organizzare la giornata.

Consigli pratici per chi organizza la gita

Le prenotazioni si fanno solo online e i posti, soprattutto nei weekend di punta del foliage, si esauriscono in fretta: meglio muoversi con un certo anticipo. Vestirsi a strati aiuta, perché la temperatura cambia parecchio tra le fermate a quota più bassa e quelle in alto, e un posto vicino al finestrino vale quanto il biglietto stesso. Chi arriva da fuori regione può appoggiarsi a Castel di Sangro come base: una notte in più permette di scendere dal treno, visitare il borgo con calma e magari allungare fino ad Alfedena il giorno successivo.

Per orari, tariffe e come acquistare i biglietti, il riferimento resta il sito ufficiale della Ferrovia dei Parchi. Per la guida pratica completa alla tappa di Castel di Sangro, cosa vedere durante la sosta e le altre stagioni del viaggio, consulta anche il nostro approfondimento su La Transiberiana d’Italia a Castel di Sangro.

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