Quando le faggete dell’Alto Sangro cominciano a cambiare colore, tra fine settembre e novembre, arriva anche il momento più goloso dell’autunno abruzzese: quello delle castagne. Tra Castel di Sangro, Pescocostanzo, Rivisondoli e Alfedena, il profumo dei ricci appena aperti e delle prime caldarroste è uno dei segnali più affidabili che la stagione è cambiata, e con essa il calendario delle feste di paese legate al bosco e alla tavola.
Una tradizione radicata nell’Appennino centrale
La castagna non è un frutto qualunque per i paesi dell’Appennino abruzzese: per secoli, nelle zone di montagna dove il grano scarseggiava, è stata un alimento base, essiccata nei “metati” e trasformata in farina per pane, polente e dolci. Ancora oggi, nei borghi dell’Alto Sangro e delle valli vicine, questa memoria si traduce in un autunno fitto di occasioni conviviali: mercatini, banchetti di prodotti locali, caldarroste offerte nelle piazze e piccole feste organizzate da pro loco e associazioni. In tutta la provincia dell’Aquila, da ottobre in avanti, non è raro imbattersi in sagre dedicate alla castagna, anche in territori limitrofi come la Valle Roveto o la Marsica.
Sagre della castagna: dove e quando informarsi
Per l’Alto Sangro in senso stretto, cioè per i comuni di Castel di Sangro, Rivisondoli, Pescocostanzo e Alfedena, non risultano al momento calendari ufficiali e consolidati di una “sagra della castagna” con data fissa: le nostre ricerche non hanno trovato edizioni verificabili per il 2026 specifiche per quest’area, a differenza di altre zone della provincia aquilana dove alcune manifestazioni castanicole hanno invece una tradizione pluridecennale. Questo non significa che l’area resti ferma: piccoli eventi, mercatini d’autunno e giornate a tema organizzati dai Comuni o dalle pro loco possono nascere anche a ridosso della stagione, generalmente tra ottobre e novembre, seguendo l’andamento della raccolta.
Il consiglio più onesto che possiamo darvi è questo: se state programmando una visita in autunno, controllate nelle settimane precedenti i canali social e i siti istituzionali dei Comuni di Castel di Sangro, Pescocostanzo, Rivisondoli e Alfedena, oltre alle pagine delle rispettive pro loco. È lì che vengono annunciati mercatini, feste di paese e appuntamenti enogastronomici legati alla castagna, spesso con poco preavviso rispetto alle grandi sagre pubblicizzate mesi prima.
Dove gustare le castagne in Alto Sangro
Al di là delle sagre vere e proprie, l’autunno in Alto Sangro è comunque il momento migliore per assaggiare piatti a base di castagne nei ristoranti e negli agriturismi della zona. Nei menu stagionali dei locali di montagna capita di trovare zuppe di castagne e legumi, tagliatelle o gnocchi con farina di castagne, contorni di castagne saltate con verdure di stagione, e naturalmente i dolci: castagnaccio, marmellate, creme e le immancabili caldarroste servite calde come merenda da passeggio. Molti ristoranti e agriturismi dell’area lavorano con prodotti del territorio e propongono menu a tema autunnale proprio in questo periodo: vale la pena chiedere direttamente ai locali, al momento della prenotazione, se hanno in carta piatti a base di castagne del posto.
La raccolta nei boschi del Parco Nazionale
Buona parte dell’Alto Sangro ricade nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise o nelle sue aree contigue, un territorio di faggete e boschi misti dove la castagna cresce spontanea in diverse zone di quota più bassa. La raccolta libera nei boschi del Parco è però soggetta a regole precise, che variano a seconda della zona di protezione in cui ci si trova: prima di avventurarvi tra i castagneti con cesto e bastone, informatevi presso l’Ente Parco o i punti informativi locali su dove e come è consentito raccogliere, per non incorrere in sanzioni e, soprattutto, per rispettare un ecosistema delicato che è anche casa dell’orso marsicano. Fuori dalle aree del Parco, molti terreni castanili restano invece di proprietà privata: la buona norma, come sempre in montagna, è chiedere prima di raccogliere.
Che troviate o meno una sagra organizzata, un weekend d’autunno in Alto Sangro tra boschi dorati, aria di montagna e un piatto caldo di castagne resta comunque una delle esperienze più genuine che questi luoghi sanno offrire.
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