Borgo Divino ad Alfedena: quando il castello medievale diventa la capitale del vino per una notte

Veduta del borgo di Alfedena in Abruzzo, sede del castello medievale
Wikimedia Commons (licenza libera)

Ci sono borghi che di giorno vivono al ritmo lento dell’Alto Sangro e una sera l’anno si riempiono fino all’ultimo vicolo. Alfedena, 914 metri di quota e poco più di settecento abitanti, è uno di questi: quando arriva Borgo Divino, il suo castello medievale smette di essere solo un rudere affascinante e diventa per una notte la cornice di una festa di vino, sapori e musica che nell’edizione 2026 ha richiamato circa tremila persone.

Un castello che nasce per difendersi, non per stupire

Le mura e la torre che restano oggi in cima al colle di Alfedena risalgono al periodo tra il X e l’XI secolo, epoca di influenza normanno-sveva, ed erano pensate innanzitutto per controllare la vallata sottostante. Il borgo moderno si è poi organizzato più a valle, ma quella posizione dominante, tra vicoli stretti, scalinate esterne e passaggi coperti, resta il punto più scenico del paese: da lassù lo sguardo corre sui tetti e sui monti che chiudono l’Alto Sangro. Non è un caso che sia proprio qui, tra le pietre di un presidio nato in epoca sannita e poi medievale, che ogni anno Alfedena sceglie di raccontare la propria vocazione enogastronomica.

Una serata, due anime: degustazione e spettacolo

Borgo Divino si muove su due binari paralleli. Da un lato le cantine e i produttori del territorio, con calici e assaggi pensati per far scoprire vini e sapori locali a un pubblico che arriva anche da fuori regione. Dall’altro la musica dal vivo e lo spettacolo, che trasformano il cortile e i vicoli del castello in un palcoscenico diffuso fino a tarda notte. È un formato che negli ultimi anni si è ripetuto con cadenza regolare a fine estate, e che nell’edizione più recente ha portato ad Alfedena un pubblico enormemente sproporzionato rispetto alla popolazione del paese, segno che l’accoppiata tra location e proposta funziona.

Perché il piccolo formato batte i grandi eventi

Non è un festival enogastronomico qualunque: è la dimensione raccolta di Alfedena, con il centro storico che si può attraversare a piedi in pochi minuti, a rendere la serata diversa da una sagra qualsiasi. Le mura del castello fanno da quinta naturale, senza bisogno di allestimenti aggiuntivi, e la distanza tra un banco di degustazione e l’altro si misura in decine di passi, non in centinaia. È lo stesso principio che rende interessanti tanti borghi dell’Alto Sangro: la scala piccola come valore, non come limite.

Come organizzare la visita

Alfedena è a pochi minuti d’auto da Castel di Sangro ed è anche una delle fermate della Transiberiana d’Italia, la storica Sulmona-Isernia: chi si muove in treno può scendere direttamente alla stazione di Alfedena-Scontrone e raggiungere il borgo a piedi. Nei dintorni vale la pena mettere in conto una passeggiata nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che da qui è letteralmente dietro l’angolo, e una sosta nel centro storico per la necropoli sannitica e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Per non perdere le prossime edizioni di Borgo Divino, il canale più affidabile restano i profili social del Comune e della Pro Loco di Alfedena, dove l’evento viene annunciato con qualche settimana di anticipo.

Fonte: Amolivenews.

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