Sangro Padel Club non è solo un impianto sportivo, ma un punto di riferimento territoriale che unisce pratica sportiva, socialità e sviluppo locale. Dalla nascita durante la pandemia alla costruzione di una community stabile, l’esperienza raccontata dal fondatore Luca Iacobucci mostra come uno sport emergente possa diventare infrastruttura sociale.

Negli ultimi anni il padel ha conosciuto una diffusione rapida anche nelle aree interne, spesso con una crescita disomogenea tra strutture fisiche e progettualità associative. Castel di Sangro rappresenta un caso interessante: qui il Sangro Padel Club si è sviluppato come risposta a un bisogno concreto di continuità sportiva e aggregazione, trasformandosi progressivamente in una realtà strutturata e riconosciuta. In questa intervista, il fondatore ripercorre le tappe del progetto, il rapporto con il territorio e le prospettive future.
1. Partiamo dall’inizio. Come nasce il Sangro Padel Club e da quale esigenza o intuizione prende forma?
Sangro Padel Club nasce da un’intuizione del sottoscritto, Luca Iacobucci, fresco scopritore e amante di questo “nuovo” sport nell’anno 2018. Ho iniziato a giocare presso il Centro Federale Tennis di Castel di Sangro, dove erano stati installati i primi campi da padel della provincia dell’Aquila. Già dalla prima partita, nell’agosto 2018, ho avuto la consapevolezza che il padel potesse diventare parte stabile della mia vita.
L’idea di investire è maturata durante la pandemia. I campi su cui giocavamo erano scoperti, quindi inutilizzabili in inverno. Inoltre, il Centro Federale era chiuso al pubblico nel periodo estivo per via dei centri estivi FITP, costringendoci a spostarci fino a Isernia. L’insieme di questi fattori ha fatto emergere un bisogno chiaro: creare una struttura stabile e accessibile tutto l’anno.
2. Qual è stato il percorso del club dalla fondazione a oggi? Quali sono state le tappe più rilevanti?
Il club apre al pubblico il 1° agosto 2021, inizialmente con un campo scoperto. L’inaugurazione avviene con un torneo che coinvolge coppie anche da fuori regione, Molise e Lazio.
Nel 2023 realizziamo la copertura della struttura, che consente continuità operativa. Successivamente installiamo l’impianto di riscaldamento, unico nel comprensorio, per garantire condizioni di gioco adeguate anche nei mesi più freddi. Nel 2024 completiamo i nuovi spogliatoi, alzando lo standard qualitativo. Nel 2025 arriva l’affiliazione FITP, passaggio chiave per strutturare attività agonistica, amatoriale e una scuola padel riconosciuta.
3. Qual era l’obiettivo iniziale del progetto e come si è evoluto nel tempo?
L’obiettivo iniziale era offrire una “casa” a un gruppo di appassionati che non aveva un riferimento stabile. Fin dall’inizio abbiamo puntato su tornei, manifestazioni e giornate tematiche come strumenti di aggregazione.
Con la crescita del movimento, l’attenzione si è spostata anche sulla formazione, investendo in attività didattiche strutturate, corsi di gruppo e percorsi di miglioramento tecnico.
4. Oggi, come definiresti il Sangro Padel Club: solo un centro padel o qualcosa di più?
Lo definirei un centro sportivo di aggregazione. In un territorio piccolo ma dinamico, è essenziale che chi gioca si senta parte di una comunità. Per questo affianchiamo all’attività sportiva momenti extra-padel: grigliate post match, cene sociali, lotterie, contest e challenge. L’obiettivo è creare continuità relazionale, non solo sportiva.

5. Dal tuo punto di vista, qual è lo stato del padel nell’area dell’Alto Sangro?
È una situazione particolare. I campi sono numerosi e diffusi in quasi tutti i comuni, ma spesso mancano associazioni che li animino. In molti casi restano semplici spazi fisici, senza una progettualità continuativa.
6. Che tipo di risposta avete registrato da parte del territorio, dei turisti e delle persone?
La risposta è stata significativa. Il club è diventato un riferimento per l’Alto Sangro, l’Alto Molise e in parte la Valle Peligna. Siamo l’unico centro del comprensorio con un istruttore FITP di 2° livello, elemento che rafforza anche la scuola padel.
Un altro target rilevante è quello turistico: il servizio di organizzazione partite facilita la partecipazione di chi soggiorna temporaneamente in zona. Vedere persone che non si conoscono uscire soddisfatte dal campo è uno dei riscontri più concreti del valore del progetto.
7. La community sembra essere un elemento centrale del progetto. Come sta crescendo e che caratteristiche ha?
La community cresce attraverso attività sportive e sociali. Tornei a tema, lotterie, contest e momenti conviviali funzionano anche come strumenti di attrazione. La comunicazione avviene tramite gruppo WhatsApp, social network e sito web, attualmente in fase di ristrutturazione.

8. Che ruolo gioca il club nella socialità locale, soprattutto rispetto a fasce d’età e profili diversi?
L’utenza principale è adulta, dai 25-30 anni in su, con una componente femminile in forte crescita. La fascia giovanile 6-18 anni è più complessa da coinvolgere, una tendenza diffusa nel padel.
Collaboriamo con scuole e associazioni sportive per avviamento gratuito, settimane dello sport e campi estivi, cercando di costruire progressivamente una base giovanile.
9. Guardando al futuro, quali sono le ambizioni del Sangro Padel Club nel medio periodo?
Puntiamo ad ampliare l’attività didattica e agonistica, aumentando tornei e manifestazioni. A livello strutturale valutiamo la costruzione di un secondo campo e di una club house. L’obiettivo resta migliorare l’esperienza complessiva degli utenti.
10. Sono previsti eventi, tornei o iniziative speciali nei prossimi mesi?
Tra febbraio e marzo partirà la Coppa Sangro Padel, un campionato a squadre miste. Ad aprile tornerà il torneo di Pasqua. A maggio il team agonistico parteciperà al Campionato Regionale di Serie D.
11. Ci sono collaborazioni attive o in fase di sviluppo con altre realtà sportive, istituzionali o territoriali?
Stiamo costruendo una rete di servizi per i soci 2026, con benefit interni ed esterni: sconti su attività come pilates, yoga, palestre e centri fisioterapici. Proseguono le collaborazioni con scuole locali e associazioni sportive per progetti di avviamento e campi estivi.
12. Se dovessi sintetizzare in poche righe cosa rappresenta oggi il Sangro Padel Club per Castel di Sangro (e non solo), cosa diresti?
È un luogo di sport e aggregazione, uno spazio in cui sentirsi parte attiva di una comunità. Passione, impegno e professionalità sono i pilastri su cui costruiamo l’esperienza del club, con l’obiettivo di migliorarla costantemente nel tempo.

Il Sangro Padel Club è un esempio concreto di come lo sport possa diventare infrastruttura sociale e attrattore territoriale. Se vivi nell’Alto Sangro, se frequenti Castel di Sangro come turista o se stai cercando un contesto sportivo organizzato, aperto e continuativo, il club è uno spazio da conoscere e vivere.
Segui le attività, partecipa agli eventi, prova il campo e entra nella community: il padel qui non è solo gioco, ma esperienza condivisa e progetto in evoluzione.